Testata_2

IL SITO ARCHEOLOGICO DI MOKARTA

Il sito archeologico di Mokarta si localizza nell'omonima contrada del territorio comunale di Salemi (TP) e rappresenta un sito preistorico di rilevante interesse archeologico. Si tratta infatti del più significativo centro abitato di tipo protourbano vissuto sulle alture del territorio siciliano interno tra la fine del secolo XIII e l'XI a. C..

Il sito di Mokarta controllava un vasto territorio, fertile e pianeggiante e anche le principali vie di comunicazione della Sicilia. Proprio, il particolare pregio del paesaggio collinare e la favorevole posizione geografica hanno favorito la localizzazione in età preistorica del villaggio e della relativa necropoli.

Le prime indagini, compiute negli anni Settanta del secolo scorso, hanno messo in luce sulla collinetta "Cresta di Gallo" una necropoli, costituita da circa un centinaio di tombe scavate nella roccia. Esse presentano una forma a "grotticella", con pianta circolare e talvolta piccolo dromos (corridoio d'accesso): ospitavano più inumati con corredo funebre costituito da coppe su alto piede e ciotole; purtroppo, nel corso degli anni, mancanza di controllo e scavi clandestini hanno causato la perdita della maggior parte dei corredi. Una ulteriore e più piccola necropoli è stata rinvenuta anche nella parte sud-occidentale della collina, sulla cui sommità sono ancora visibili le vestigia del castello d'età arabo-normanna, poco indagate e conosciute.

Gli scavi, condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della provincia di Trapani, sono iniziati dal 1994 e a più riprese hanno portato alla luce le strutture abitative. In esse si riscontrano elementi di tradizione (la capanna rotonda) ed elementi di innovazione (l'edificio rettangolare), dimostrando da un lato la capacità di penetrazione degli influssi egeo-micenei presenti ad Oriente, dall'altro la forte tradizione della cultura sicana. Una vasta porzione di abitato, costituita dalla giustapposizione di capanne circolari (talvolta con ambienti annessi) ed edifici bicellulari rettangolari, dimostra la convivenza di queste due tipologie edilizie. Le capanne circolari, più ricche di suppellettile e forse più rilevanti nel quadro insediamentale, presentano la peculiarità di un secondo ingresso aperto su una porzione curveggiante di muro anteposta all'ingresso vero e proprio e in asse con quest'ultimo. In ciò ritorna il carattere montano di tale insediamento, poiché questo doppio ingresso derivava dalla necessità di riparo dai forti e gelidi venti invernali.

Ogni abitazione, ma soprattutto quelle circolari che dovevano essere adibite alla quotidianità della vita con le sue attività tradizionali della cottura, molitura, immagazzinamento di derrate, tessitura, ecc., risulta ricchissima in reperti, vascolari e non, di ogni foggia e dimensione.

Proprio la sua posizione strategica e la sua importanza dovettero essere la causa della sua fine: Mokarta cessa di vivere intorno all'inoltrato XI sec. a. C. (se non nel X), in seguito ad una distruzione verosimilmente operata proprio dagli Elimi. Oltre alle tracce palesi della tragicità della fine, durante la quale perse la vita la giovane donna, di cui fu ritrovato lo scheletro con un vaso tra le mani, tutte le capanne finora scavate presentano evidenze più o meno chiare di distruzione e, comunque, di abbandono frettoloso.

Riferimenti bibliografici:

S. Tusa, F. Nicoletti (2000). L'epilogo sicano nella Sicilia Occidentale: il caso Mokarta - Capanna I. In: Atti delle Terze giornate internazionali di studi sull'area Elima, Gibellina - Erice - Contessa Entellina, 23-26 ottobre 1997, pp. 963-984.

F. Nicoletti, S. Tusa (2006). L'insediamento del tardo Bronzo di Mokarta (strutture e scavi 1994-97). In: Atti della XLI Riunione scientifica : dai ciclopi agli ecisti : società e territorio nella Sicilia preistorica e protostorica, San Cipirello (PA), 16-19 novembre 2006, pp. 905-916.

S. Tusa (2009). Da Mokarta a Monte Polizzo: la transizione dall'età del Bronzo Finale all'età del Ferro. In: atti del V Convegno di Studi del "Progetto Mesogheia", Caltanissetta il 10-11 maggio 2008, pp. 27-52.

 

CREDITS