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IL TEATRO GRECO DI SEGESTA
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Segesta è la più importante delle città elime. La sua posizione è estremamente suggestiva poiché essa si trova adagiata su un articolato e complesso sistema collinare, abbellito dall’inserimento dei suoi monumenti principali: il teatro ed il tempio. La leggenda dice che fu fondata dagli scampati alla guerra di Troia guidati da Enea, il quale, prima di approdare a Roma, vi lasciò una cospicua colonia di suoi concittadini, tra i quali il vecchio padre. Gli Elimi furono un popolo estremamente raffinato e per questo soggetto agli influssi dominanti della cultura greca siceliota, ma noti in posizione subalterna, come tutte le popolazioni cosiddette indigene della Sicilia. Gli Elimi mantennero rapporti con le civiltà limitrofe, ma cercando di avere sempre un’autonomia che li portò a contrastare con i Greci in alleanza con i Punici e con questi ultimi in alleanza con Roma. Segesta ben presto divenne una potente città che ebbe un rapporto quasi sempre conflittuale con Selinunte. Sul piano della cultura materiale poco sappiamo, ma quel poco ci induce a pensare che, seppure fortemente ellenizzata, Segesta seppe offrire delle soluzioni autonome sul piano architettonico e della produzione fittile, oltre che della lingua. Gli elementi più significativi di Segesta sono il teatro, il tempio ed il santuario di contrada Mango.

 

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Il teatro fu costruito o intorno alla metà del IV o nel II sec. a.C. in quel punto per le intrinseche qualità panoramiche dell’area sommitale del monte Barbaro. Nel sito del teatro si trovava una grotta con materiale dell’età del bronzo, successivamente inglobata nella costruzione, così come era avvenuto in occasione della costruzione del teatro di Siracusa. Dagli studi condotti Vincenzo Tusa e Sebastiano Tusa emerge come le maestranze e gli ideatori del teatro di Segesta siano stati di ambiente ellenico data la canonicità del progetto. Si tratta di uno dei più riusciti esempi di architettura teatrale collocabile nel passaggio dal tipo greco a quello romano. La cavea era, in parte, scavata nella roccia, in parte ostruita con un poderoso muro di contenimento. Sebbene il teatro si trovasse in una città non greca, esso doveva avere quelle funzioni e quel ruolo nella città quasi identico a quello che un analogo monumento aveva nelle città greche. Fu parzialmente scavato agli inizi del secolo e recentemente restaurato. È oggi parte della zona archeologica visitabile di Segesta e viene periodicamente utilizzato per rappresentazioni teatrali.

Riferimenti bibliografici:
V. Tusa (1991), Segesta, Sellerio Editore, Palermo.
S. Tusa, Parco Archeologico di Segesta. www.regione.sicilia.it/bbccaa/Dirbenicult/bca/L_Parchi/parco_segesta.html

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